Pascoli ridotti a seminativi
Da Wiki Scansano.
Riduzione della presenza dei pascoli d'altura in favore di colture seminative.
Le strutture dei pascoli è notevolvemente mutata rispetto agli inizi dell'800 (L'assetto dei pascoli nell'800) e dai primi decenni del '900 (L'assetto dei pascoli nel'900).
Infatti, durante gli anni 60-70 alcuni pascoli d'altura, grazie alle nuove tecniche e tecnologie sviluppatesi, sono stati convertiti a campi seminativi (I pascoli nella zona delle Trasubbie).
Essi sono riconoscibili da particolari strutture chiamate murce o macee (vedi sequenza fotografica pascoli ridotti a seminativi, sequenza fotografie satellitari pascoli ridotti a seminativi), cioè da raggruppamenti e ammassi di pietre oramai ricoperte da vegetazione, che affiorano dai campi.
Ad oggi, perduta la spinta propulsiva che ne aveva giustificato la trasformazione (I pascoli nell'altopiano di Asiago), è ancora possibile riconoscere le operazioni colturali di bonifica superficiale anche se si assiste, dove non abbandonati, alla ripresa della antica funzione di pascolo nelle varie declinazioni che questo assume (I pascoli nel Piano Strutturale).
E' dunque essnziale verificare, in relazione alle strategia di mercato locale, la possibile riduzione alla funzione genetica di pratoni d'altura - in quanto la funzione di seminativi non associati all’allevamento si presenta come trasformazione recente legata a eventi economici congiunturali.
Tuttavia oggigiorno esistono tecniche e tecnologie colturali che permettono di non occupare l'intero lotto di terreno ed avere una buona rendita. Potrebbe essere importante anche la riscoperta di alcune tecniche colturali (quali la rotazione) che permettanola riduzione di utilizzazione di fertilizzanti chimici, in quanto l'eccessivo utilizzo potrebbe provocare, a lungo andare, un problema di impoverimento dei terreni se non desertificazione.
Tuttavia, la sostituzione dei pascoli con i seminativi si è nettamente attenuata negli ultimi anni a causa della poca redditività dei seminativi. Oggigiorno esiste un molto più serio pericolo di lasciare incolto quel terreno; quindi, vi potrebbe essere un nuova trasformazione del terreno in pascolo che possa così tener curato il territorio.
Laddove la trasformazione di alcuni pascoli d'altura a seminativo dovesse dipendere da meccanismi di mercato congiunturale ed effimeri, si dovranno mettere in atto azioni per evitarla o minimizzarla. Inoltre, se necessario e in alcuni casi specifici, alcuni di essi si potranno riorganizzare nuovamente a pascolo, anche attraverso incentivi ai proprietari..
Utilizzazioni di tecniche colturali compatibili
uso del suolo/scansione fondiaria, idrogeologia e ruscellamento, pratoni d'altura
Indice |
L'assetto dei pascoli nell'800
- Biagioli Giuliana, L'agricoltura e la popolazione in Toscana all'inizio dell'Ottocento, Pacini Editore, 1975
- Zuccagni-Orlandini Attilio, Indicatore topografico della Toscana Granducale, Giuseppe Polverino Editore, 1856
La trasformazione dell'assetto tradizionale è evidente; infatti, nell'800 l'incidenza dei pascoli sul territorio di Scansano era molto più rilevante, come evidenziato da G.Biagioli nel suo testo "L'agricoltura e la popolazione in Toscana all'inizio dell'Ottocento" (vedi File:Biagioli - descrizione area.pdf, File:Biagioli - ripartizione delle colture.pdf, File:Biagioli - ripartizione colture nelle sottoaree.pdf). Nel 1859, Zuccagni-Orlandini, nel suo testo "Indicatore topografico della Toscana Granducale", indicava come i pascoli, e con essi la presenza di pratiche armentizie, fossero l'attività che occupava più superficie del Comune, quindi, sicuramente, l'allevamento del bestiame risultava la pratica prevalente (vedi File:Zuccagni-Orlandini - Scansano.pdf).
L'assetto dei pascoli nel'900
- Pazzagli Carlo, Per la storia dell'agricoltura toscana nei secoli XIX e XX - Dal catasto particellare lorenese al catasto agrario del 1929, Fondazione Luigi Einaudi, 1979
Tuttavia, già nel 1929 durante le operazioni per la redazione del catasto fascista, che sostituirà definitivamente quello leopoldino, si vede un incremento della produttività dell'area grossetana del 3% collegato anche alla probabile conversione di alcuni di questi pascoli in seminativi, oltre che un miglioramento delle tecniche produttive (vedi File:Pazzagli - colture intercalari e produttività.pdf). In questa cartografia è riportata l'incidenza dei seminativi al 1830 e la variazione di percentuale al 1929 (vedi File:Pazzagli - cartografia seminativi.pdf). Successivamente, e fino alla fine del secondo conflitto mondiale, l'espansione del sistema mezzadrile, anche su suoli e unità poderali poco produttive, unito alla propaganda autarchica relativa alla Battaglia del grano vedrà il compimento della maggiore utilizzazione dei terreni a fini seminativi con riduzione delle pratiche armentizie; fenomeno che proseguirà, anche, nella prima fase della meccanizzazione agricola, come sopra accennato.
I pascoli nella zona delle Trasubbie
- Dipartimento delle Politiche Territoriali e Ambientali, Analisi degli elementi naturalistici e formulazione di indicazioni gestionali per il T. Trasubbie (Scansano, Gr), gennaio 2004
Nella zona del torrente Trasubbie, come emerge dal paragrafo sull'uso del suolo della relazione "Analisi degli elementi naturalistici e formulazione di indicazioni gestionali per il T. Trasubbie (Scansano, Gr)", sono presenti alcuni terreni a seminativi, probabilmente anche ex pascoli ridotti a seminativi (vedi File:Parte naturalistica.pdf).
I pascoli nel Piano Strutturale
- Comune di Scansano, Piano Strutturale
Nella tavola "Sistemi territoriali", vengono segnalate le aree coltivate a seminativo; probabilmente fra di esse, in passato, vi erano aree a pascolo poi riconvertite a seminativo (vedi PS adottato - Tavola 2a, PS adottato - Tavola 2a.1, PS adottato - Tavola 2a.2, PS adottato - Tavola 2a.3, PS adottato - Tavola 2a.4, File:PS adottato - Tavola 2a.5.pdf).
I pascoli nell'altopiano di Asiago
- Barberis Vittorio e Dell'angelo Giangiacomo (a cura di), Italia Rurale, Laterza, 1998
Nel brano "Pastori: gli ultimi?", vengono indicati i motivi per i quali la pastorizia, nell'altopiano di Asiago, è stata abbandonata a favore di altri "stili" di vita. Tali motivazioni possono essere paragonate a quelle che hanno spinto i pastori scansanesi ad abbandonare tale attività ed in molti casi a convertire i pascoli in altre attività, soprattutto seminative (vedi File:Italia rurale - Pastori- gli ultimi?.pdf).
Il territorio di Scansano nel PTC
- Provincia di Grosseto, Piano Territoriale di Coordinamento, aprile 2009
Il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Grosseto, adottato nel aprile 2009, redige, per la zona di Scansano, 3 schede di sintesi descrittiva e progettuale: le Schede relative alle U.M.T. (Unità Morfologiche Territoriali) R8.1 "Le Colline di Scansano", R8.2 "Crinali di Murci e Poggio Ferro" e R10.1 "Alta Valle dell'Albegna" (vedi File:Schede PTC.pdf).
I seminativi nel Comune di Manciano
- Comune di Manciano, Relazione - Quadro Conoscitivo, ottobre 2008
Analogamente al territorio di Scansano, anche in quello di Manciano si è verificata nel tempo una diminuzione dell'attività pastorale, che in precedenza era molto più sviluppata. Il Piano Strutturale analizza tale fenomeno. Tale analisi (vedi Media:Tavola 8a Manciano.jpg) può essere valevole anche per il caso scansanese (vedi File:Relazione Manciano.pdf).
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