Pratoni d'altura

Da Wiki Scansano.

Le tradizionali utilizzazioni a pascoli hanno determinato l'attuale struttura, denominata pratone d'altura, che le attuali utilizzazioni, soprattutto agricole, tendono a minacciare o a far scomparire.




Sopra i 500 metri sul livello del mare, si sviluppano i pratoni di altura (vedi sequenza fotografica pratoni d'altura, sequenza fotografie satellitari pratoni d'altura) cioè dei pascoli per il bestiame. Essi non sono stati convertiti a seminativi o altre colture a causa della loro conformazione geologica inadatta a queste attività per la forte presenza di massi (I pratoni d'altura nel Piano Strutturale). Dalla tesi di Sara Lotti e Valeria Lotti, si può evincere che il territorio comunale presenta 3 tipologie diverse di pascoli: semplici, arborati e cespugliati. I pascoli semplici sono incolti e terreni a riposo poliennale con copertura erbacea perenne o pluriennale, adatti al pascolo intensivo di bovini ed ovini. Può presentare anche piante arboree ed arbustive, ma in numero minoritario rispetto al cotico erboso. I pascoli arborati (quercine ed altre latifoglie), non utilizzabili per il pascolo intensivo, si sono con il tempo progressivamente ridotti, pur rappresentando un importantissimo sito ecologico: le cosidette fasce ecotonali (vedi [[1]]). I pascoli cespugliati sono, invece, fasce di transizione tra la parte agricola e forestale. Le aree adibite a pratone sono notevolmente dimunuite rispetto all'inizio dell'800 (I pratoni d'altura nell'800). Essi erano gestiti da una famiglia nobiliare (Le caratteristiche gestionali dei pratoni) che, forse, beneficiavano anche delle economie di tali aree (Le economie dei pratoni) soprattutto di pastorizia (La vita pastorale in Sardegna). Le aree a pratone ricoprivano vaste aree del territorio comunale (Individuazione dei pratoni nella zona delle Trasubbie e loro caratteristiche) e erano in stretti rapporti con gli insediamenti (Rapporti fra pratoni e insediamenti).

L'abbandono dei pratoni, oltre ad essere dipeso da un abbandono della vita pastorale, è dovuto anche a difficoltà oggettive che il pastore deve superare all'avvio della propria attività. Infatti, se si volesse avviare un'attività pastorale biologica, si avrebbe numerose difficoltà, soprattutto legate alla macellazione della carne. Infatti, la chiusura dei macelli locali per favorire una razionalizzazione della macellazione e la contemporanea mancanza di un mattatoio provinciale inducono l'allevatore a spostarsi fuori provincia, causando così un aggravio dei costi e/o un fallimento dell'attività. Le difficoltà della pastorizia però non si esauriscono al solo momento dell'avvio dell'attività, ma perdurano per tutto l'arco della "vita" dell'attività. Le problematiche legate alla presenza dei lupi e alla mancanza di una politica pastorale sono continuamente presenti e aggravano una situazione già poco felice.

Favorire l'integrazione fra le attività pastorali e le altre attività agricole. Promozione dei prodotti della pastorizia (formaggi principalmente) legati agli altri prodotti dei luoghi (olio, vino, uva, ecc...) (vedi La Denominazione Comunale (DE.CO.)).



Consolidamento delle attività pastorali che ne mantengano la funzione paesaggistica e produttiva in relazione allo sviluppo di mercati legati alla valorizzazione di prodotti tipici derivanti, anche, dalla loro trasformazione. Integrazione di tali attività con le altre attività agricole. Disincentivazione alla loro trasformazione in seminativi o altre colture, anche se possibile con le nuove tecniche e tecnologie. Creazione di una vera e propria politica a favore della pastorizia.

Creazione a livello provinciale, se non comunale, di un piccolo macello, anche per le carni biologiche che possa servire l'intera zona.



viticoltura, uso del suolo/scansione fondiaria, idrogeologia e ruscellamento, pascoli ridotti a seminativi, villaggio aperto lineare, villaggio aperto costituito da singoli nuclei, bocage, olivicoltura 1, olivicoltura 2





Indice

I pratoni d'altura nel Piano Strutturale

- Comune di Scansano, Piano Strutturale

Sono caratteristici di aree nelle quali si percepisce l’assenza di colture legnose (vite-olivo) significative di aree a situate a curve altimetriche inferiori; come dimostra la tavola "Sistemi territoriali" del PS (vedi PS adottato - Tavola 2a) e le altre tavole a scala inferiore (vedi PS adottato - Tavola 2a.1, PS adottato - Tavola 2a.2, PS adottato - Tavola 2a.3, PS adottato - Tavola 2a.4, File:PS adottato - Tavola 2a.5.pdf).

Il territorio di Scansano nel PTC

- Provincia di Grosseto, Piano Territoriale di Coordinamento, aprile 2009

Il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Grosseto, adottato nel aprile 2009, redige, per la zona di Scansano, 3 schede di sintesi descrittiva e progettuale: le Schede relative alle U.M.T. (Unità Morfologiche Territoriali) R8.1 "Le Colline di Scansano", R8.2 "Crinali di Murci e Poggio Ferro" e R10.1 "Alta Valle dell'Albegna" (vedi File:Schede PTC.pdf).

I pratoni d'altura nell'800

- Biagioli Giuliana, L'agricoltura e la popolazione in Toscana all'inizio dell'Ottocento, Pacini Editore, 1975

- Zuccagni-Orlandini Attilio, Indicatore topografico della Toscana Granducale, Giuseppe Polverino Editore, 1856

Agli inizi dell'800, tali strutture produttive erano molto numerose e attive nella zona (vedi File:Biagioli - descrizione area.pdf); come si può anche evincere dalle superfici ad esse adibite (vedi File:Biagioli - ripartizione delle colture.pdf, File:Biagioli - ripartizione colture nelle sottoaree.pdf, File:Zuccagni-Orlandini - Scansano.pdf).

Le caratteristiche gestionali dei pratoni

- Barsanti Danilo, Allevamento e transumanza in Toscana, Edizioni Medicea, 1987

- Repetti Emanuele, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, presso l'Autore Editore, 1841

Tuttavia, i pascoli, dal 1500 si distinsero in pascoli pubblici e privati; che alcune famiglie nobili, come nel caso di Montepò (vedi File:Dizionario geografico storico della Toscana - Montepò.pdf), prendevano in "gestione" dalla famiglia regnante dell'epoca (vedi File:Barsanti - pascoli.pdf). Questo determinò un lento ma graduale abbandono di alcuni di questi pascoli, soprattutto all'allevamento di transumanza; da ciò derivò un lento degrado ed abbandono di alcuni di questi pascoli; o una loro utilizzazione solo a livello locale.

Le economie dei pratoni

- Barsanti Danilo, Allevamento e transumanza in Toscana, Edizioni Medicea, 1987

- Repetti Emanuele, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, presso l'Autore Editore, 1841

In antichità, vi si allevavano razze di cavalli, razze vaccine, branchi di pecore e di maiali (File:Dizionario Geografico fisico storico della Toscana - Scansano.pdf) ed in base a cosa vi veniva allevato o la loro conformazione fisica e floristica, essi presentavano, in Maremma, diversi nomi (vedi File:Barsanti - allevamento e transumanza in maremma.pdf).

Individuazione dei pratoni nella zona delle Trasubbie e loro caratteristiche

- Dipartiemnto delle Politiche Territoriali e Ambientali, Analisi degli elementi naturalistici e formulazione di indicazioni gestionali per il T. Trasubbie (Scansano, Gr), gennaio 2004

All'interno del paragrafo relativo all'uso del suolo della relazione "Analisi degli elementi naturalistici e formulazione di indicazioni gestionali per il T. Trasubbie (Scansano, Gr)" sono individuate le aree intorno a tale torrente come porzioni di territorio che presentano caratteristiche di pratoni d'altura dediti alla pastorizia. Tali terreni presenteranno le stesse caratteristiche anche per l'intero territorio comunale (vedi File:Parte naturalistica.pdf).

La pastorizia nel Comune di Manciano

- Comune di Manciano, Relazione - Quadro Conoscitivo, ottobre 2008

Analogamente al territorio di Scansano, anche in quello di Manciano si è diminuita, quasi scomparsa, nel tempo una numerosa attività pastorale, che in precedenza era molto più sviluppata. Il Piano Strutturale analizza tale fenomeno. Tale analisi (vedi Media:Tavola 8a Manciano.jpg) può essere valevole anche per il caso scansanese (vedi File:Relazione Manciano.pdf).

La vita pastorale in Sardegna

- Barberis Vittorio e Dell'angelo Giangiacomo (a cura di), Italia Rurale, Laterza, 1998

Nel brano "I conti del pastore" vengono indicate le caratteristiche della vita pastorale in Sardegna, associabili alla vita pastorale in generale, e quindi anche a Scansano (vedi File:Italia rurale - I conti del pastore.pdf). Tali pascoli sono, negli ultimi anni, utilizzati nuovamente, soprattutto da pastori "emigranti" dalla Sardegna, anche grazie ad una normativa nazionale e regionale molto favorevole a questi tipi di attività (vedi File:Italia rurale - L'ultima transumanza.pdf).

Rapporti fra pratoni e insediamenti

- Barberis Vittorio e Dell'angelo Giangiacomo (a cura di), Italia Rurale, Laterza, 1998

In un altro brano del libro "Italia rurale", vengono indicate le interazioni fra i vari insediamenti e l'attività pastorale, individuando come l'attività influenzi la tipologia insediamentale, al fine di ottimizzare la prima (vedi File:Italia rurale - Insediamento sparso e zootecnia.pdf).

La Denominazione Comunale (DE.CO)

Il Comune di Scansano riconosce l'importanza di dover tutelare e valorizzare alcune attività agroalimentari tradizionali e locali. Al fine di perseguire questo scopo è stato deciso di deliberare un provvedimento che istituisse la Denominazione Comunale (DE.CO.). Questo strumento di marketing territoriale verrà riconosciuto ad alcuni prodotti locali. Tali prodotti saranno inseriti all'interno di particolari elenchi comunali (vedi File:Regolamento DECO.pdf, File:Delibera DECO.pdf).



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